(A.G.) “Cornacchie” è uno dei romanzi italiani più interessanti dell’anno 2025. Anche se il 2025 dura da poco, siamo quasi certi che “Cornacchie” manterrà il punto.
Che significa interessante? Intanto è un romanzo che ha un suo stile. Frasi brevi, alcune di una sola parola. Lampi descrittivi, battute secche. Scorrevolezza. Ritmo, che innesca voglia di sapere come va a finire. Uno stile di questi tempi di messaggi, whatsapp, rap, video. Potrebbe colpire anche chi legge poco, giovani e giovanissimi, chi non è abituato a costruzioni sintattiche complesse -coordinate e subordinate- ma riesce ad appassionarsi a costruzioni articolate della trama.

uomini e uccelli

Nell’attacco, dodici righe, succede tutto, vale a dire succede ciò che terrà in vita il romanzo fino al termine. Qualcosa di inaspettato. Non lo raccontiamo qui, per non togliere l’effetto.  Protagonisti sono (come da titolo) animali. Uccelli, in contrapposizione con il mondo degli uomini. C’è questa attenzione per il mondo bestiale che ricorda alcune cose di Niccolò Ammaniti (“Branchie”), così come certa ferocia e spregiudicatezza. Oltre vent’anni dopo.
Vari sono gli scenari, da Roma, alla casa del Grande Fratello, agli studi Mediaset, alla foresta inglese di Bowland, nel Lancashire, ai dintorni dell’aeroporto internazionale di Manila, a Londra, attraversati da rapporti familiari e di lavoro slabbrati. Alla fine, tutto si ricompone e ricongiunge, senza barlumi di rassicurazione.
Non è un romanzo che indaga sulla crisi di un personaggio, o sulle sue ossessioni, sul suo disgusto o sul desiderio di riscatto. Prova a descrivere la situazione del mondo, tramite microcosmi. L’esergo, una poesia di Giorgio Caproni, “Versicoli quasi ecologici”, è già una traccia sul tema del libro, la difficoltà di vivere l’era presente, i disastri operati dall’uomo.

pugile dilettante

L’autore di “Cornacchie” (Feltrinelli editore) si chiama Giacomo Ceccarelli, ha 38 anni, è giornalista pubblicista, romano, lavora in un’azienda di make up a Milano, “ex pugile dilettante per la Boxe Trastevere”, come si descrive nella seconda di copertina. A scanso di equivoci, è figlio di due carissimi amici di chi scrive, ma le valutazioni qui sopra sono sincere, a prescindere. Fra le migliaia di libri (molti inutili) pubblicati ogni anno, talvolta qualcosa spicca il volo e questo -ci sembra- sia il caso.

(Fatti strani, il libro non contiene ringraziamenti, né foto dell’autore).

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