L’esperimento del Foglio scritto coll’intelligenza artificiale è stato “coperto” dalla stampa di tutto il mondo. Dalla Francia alla Germania, dagli Stati Uniti all’India, dal Brasile alla Russia, fino alla Corea del sud. La pubblicazione del primo quotidiano cartaceo interamente generato dall’intelligenza artificiale è un gesto provocatorio, a qualcuno è apparso autolesionista. Anche se alla base dei pezzi scritti da AI c’erano le domande dei giornalisti del Foglio. Ma ha comunque innescato un dibattito sul futuro del giornalismo. Il 26 marzo una quarantina di giornalisti della stampa estera in Italia hanno fatto visita alla redazione per incontrare il Direttore Claudio Cerasa e scoprire la rivoluzione del Foglio AI.
paradosso o test
Il primo a parlare di Foglio AI è stato il Guardian, quotidiano britannico progressista. Un foglio nato per pensare, Il Foglio, che decide di farsi scrivere da una macchina. Paradosso? Provocazione? Test? Per il Guardian, tutte queste cose insieme.
Bbc News si è interessata al caso con un articolo più tecnico in cui si parla degli strumenti usati, del training dell’AI, del ruolo umano nell’editing. Un redattore ha citato Orwell: “Chi controlla il presente, controlla il passato. Chi controlla l’AI, controlla l’agenda”. Reuters ha parlato dell’esperimento come del “primo caso noto di supplemento redazionale generato da AI e pubblicato su carta da un quotidiano mainstream”.
“laboratorio italiano”
Negli Stati Uniti, il New York Times ha riconosciuto l’importanza simbolica del gesto in una newsletter. Il Washington Post ha parlato, in una rubrica, di “laboratorio italiano”. Alla Cnn, in una trasmissione dedicata alle tecnologie emergenti, un analista invitato ha detto che la notizia non è che l’AI sappia scrivere, ma che sappia stare al mondo in un giornale come Il Foglio, che fa del giudizio il suo mestiere.
Secondo El País, uno dei principali quotidiani progressisti della Spagna, l’intelligenza artificiale non ci toglie la parola, ma ci costringe a chiederci chi parla, quando leggiamo.
In Germania la Frankfurter Allgemeine Zeitung, colonna del giornalismo conservatore europeo, si è chiesta: se una AI può scrivere il Feuilleton, allora il confine tra tecnica e cultura si è dissolto? La Süddeutsche Zeitung, ha ragionato sulla redazione come luogo, come mestiere, come comunità: cosa succede quando a entrare è un’entità che non ha corpo, né sonno, né sabato sera?
ironia e stile
Il Figaro, decano della stampa francese, conservatore, ha posto la domanda di molti giornalisti europei: cosa resta del mestiere se anche l’ironia, lo stile, l’analisi diventano emulabili? La risposta era un misto di ammirazione e inquietudine. HuffPost France ha trattato l’evento come una “prima mondiale”. Il tono era quasi da record sportivo. L’articolo del Monde ha analizzato le implicazioni e le reazioni nel panorama mediatico internazionale.
L’Agence France-Presse, una delle tre maggiori agenzie mondiali, ha rilanciato la notizia in tutte le lingue. E’ da loro che la voce è rimbalzata nei continenti: in arabo, in inglese, in spagnolo. Per Le Point, settimanale francese, Il Foglio ha “alzato l’asticella”. Si parla da anni di AI nei giornali, AI nei contenuti. Ma finora nessuno aveva avuto il coraggio (o l’incoscienza) di metterla in pagina. 21 News ha sottolineando che “dietro gli algoritmi ci sono ancora gli esseri umani” quindi “i giornalisti possono stare tranquilli”.
fino in sud america
L’esperimento è stato notato in Brasile da Folha de S.Paulo, una delle maggiori testate brasiliane.
In Colombia, Enter.co, una delle principali fonti di informazione tech in America Latina, pone nel titolo su Foglio AI una domanda: “L’intelligenza artificiale salverà la carta stampata?”.
Due dei giornali indiani più importanti, l’Indian express e il The Hindu, hanno parlato del Foglio AI.
La radio slovena Mmc Rtv Slovenija ha messo in luce le opportunità e le problematiche dell’integrazione di questa tecnologia nel giornalismo tradizionale.
esperti turchi
Il sito turco Bizsiziz ha spiegato l’intero processo dell’esperimento. Il quotidiano Yeniçağ Gazetesi ha ascoltato esperti come Regina Barzilay e Damian Tambini, che hanno messo in evidenza i limiti dell’AI nella produzione di contenuti creativi e nel garantire l’accuratezza delle informazioni.
E poi ne hanno parlato il canale televisivo messicano Tv Azteca Yucatán, una delle principali agenzie di stampa sudcoreana, Yonhap, la Central News Agency (Cna), agenzia di stampa ufficiale di Taiwan (attraverso un video con il Direttore Cerasa), il quotidiano russo Pravda e altre testate in Svizzera, Paesi Bassi, Danimarca, Egitto.
(nella foto, il Direttore Claudio Cerasa con i colleghi della stampa estera, il 26 marzo)